Pubblicato il: 11/06/2026 – 13:54

di Giorgio Curcio

LAMEZIA TERME I cambiamenti climatici accelerano le fragilità di un territorio già complesso e impongono alla Calabria un cambio di passo nella prevenzione. È il messaggio emerso a Lamezia Terme nel corso del primo appuntamento di “Geo Orizzonti – dove la geologia incontra le sfide del presente”, il progetto promosso dal Consiglio dell’Ordine dei Geologi della Calabria per approfondire, in chiave scientifica e multidisciplinare, le principali sfide legate alla tutela e allo sviluppo del territorio. Al centro dell’iniziativa il tema “Gestione del rischio idrogeologico: esperienze, innovazione e adattamento”, con il coinvolgimento di istituzioni, mondo accademico, professioni tecniche, enti nazionali e centri di ricerca. L’obiettivo è costruire uno spazio stabile di confronto tra competenze diverse e collegare le criticità regionali a una più ampia visione nazionale sulla difesa del suolo, sulle risorse idriche, sul rischio sismico e sulla sostenibilità ambientale.

La “rete di competenze”

A indicare la necessità di un approccio nuovo è Giovanni Andiloro, presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria, che richiama l’immagine della Calabria come «sfasciume pendulo» e sottolinea come gli effetti del cambiamento climatico siano ormai «sotto gli occhi di tutti». «Siamo a un punto in cui occorre cambiare marcia sulla prevenzione – afferma – perché sull’emergenza siamo molto bravi, ma bisogna sintonizzare le normative nazionali con quelle regionali per accelerare tutti i processi della filiera della governance, della difesa del suolo e del governo delle acque». Per Andiloro la strada è quella della rete tra competenze. Architetti, ingegneri, geologi e professionisti tecnici devono lavorare insieme, perché «una problematica di questo tipo non può che essere affrontata sotto il punto di vista multidisciplinare». Il confronto, secondo il presidente dell’Ordine, deve servire a mettere in campo proposte concrete e condivise, capaci di incidere sulle scelte pubbliche.