Pubblicato il: 13/07/2026 – 13:13

ROMA «I problemi del deficit di capacità organizzativa, di capacità burocratica si sommano con una ipertrofia di autorizzazioni preventive che rendono difficilissimo realizzare gli interventi, mi riferisco per esempio agli interventi di erosione costiera. Al di fuori di quello che sono le ordinanze di protezione civile, quando noi mettiamo mano ad una opera di mitigazione del rischio di riduzione dell’erosione costiera, abbiamo bisogno di 18 autorizzazioni preventive, ed è così anche per le opere di contrasto al dissesto idrogeologico». Così il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, alla presentazione di Cap Rischio – Strategie di protezione civile per i territori 21-27, a Roma, del Dipartimento nazionale della Protezione civile. «Tutto bene quello che fa il Dipartimento della protezione civile, vorrei però che a livello nazionale ci fosse una fortissima attenzione alla necessità di semplificare tutto quello che occorre per mitigare il rischio, di rendere strutturale i modi di intervento della protezione civile anche in condizioni di assenza di ordinanze di protezione civile, perché altrimenti – osserva – noi molte attività di contrasto e di riduzione del rischio, nonostante le risorse, nonostante i buoni progetti come questi, non riusciremo a realizzarle quindi si dovrebbe prendere esempio da ciò che funziona meglio». Occhiuto parla, dunque, del sistema della protezione civile che «funziona meglio» perché a volte «ha la possibilità di operare anche in un contesto di deroghe che rappresentano una accelerazione dei processi». «Noi – conclude – dovremmo tentare di semplificare quanto più possibile per accelerare molti processi, perché altrimenti gli investimenti in rafforzamento della capacità organizzativa e amministrativa saranno utili ma non saranno sufficienti».