Il dissesto idrogeologico mette la Calabria al centro della crisi climatica. Dopo l’uragano Harry, l’assessore Filippo Mancuso e i rettori delle università calabresi, lavorano sinergicamente per trovare soluzioni a frane, alluvioni e fenomeni di erosione costiera.

Il vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici e alla Difesa del suolo della Giunta regionale calabrese, Filippo Mancuso, in data 7 maggio, ha incontrato negli uffici della Cittadella a Catanzaro i Magnifici Rettori delle tre università calabresi: Gianluigi Greco (dell’Università della Calabria di Cosenza), Giovanni Cuda (dell’Università Magna Graecia di Catanzaro) e Giuseppe Zimbalatti (dell’Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria). Obiettivo del confronto stabilire una collaborazione finalizzata all’individuazione e all’adozione di “strategie applicabili e azioni concrete nel breve e medio periodo in materia di difesa del suolo e contrasto al dissesto idrogeologico”, riferendosi alle ricorrenti frane, alluvioni e fenomeni di erosione costiera che, purtroppo, colpiscono sempre più di frequente la nostra Regione a causa dei cambiamenti climatici.

L’estate si avvicina, ma qualcosa sembra diverso. Infatti, a seguito del ciclone Harry è possibile notare il fenomeno di erosione costiera: l’arramento della linea della riva, dovuto alla perdita di sedimenti che non vengono rimpiazzati. Secondo i dati Ispra, negli ultimi 50 anni, questo fenomeno ha causato una perdita di oltre 40 chilometri quadrati di spiagge in Italia. Tra le cause ritroviamo, ovviamente, anche la crisi climatica, che provoca mareggiate violente, innalzamento del livello dei mari e subsidenza (abbassamento del suolo). L’erosione causa perdita di biodiversità, riduzione dello spazio per gli stabilimenti balneari, pericolo per strade e abitazioni situate lungo il litorale.