Pubblicato il: 26/05/2026 – 18:28

RENDE La Regione Calabria ha preso parte oggi al convegno “Troppa o troppo poca acqua? Per una gestione integrata della risorsa idrica nel Mezzogiorno”, promosso dal Dipartimento di Ingegneria dell’ambiente dell’Università della Calabria in collaborazione con l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale. Un confronto tra istituzioni, ricerca e operatori del settore sulla duplice vulnerabilità della Calabria — siccità strutturale ed eventi alluvionali estremi — affrontata con la convinzione che si tratti di un fenomeno sistemico che richiede sinergia tra tutti gli attori coinvolti.Domenico Costarella, dirigente generale della Protezione civile regionale, ha ripercorso i due anni di intervento su entrambi i versanti della crisi. Lo stato di emergenza nazionale dichiarato il 27 settembre 2024 per la città metropolitana di Reggio Calabria, la provincia di Crotone e 24 comuni del Cosentino ha attivato una risposta articolata — rigenerazione e perforazione di pozzi, captazione di fonti alternative — con miglioramenti stabili che proseguiranno oltre la scadenza di settembre 2026. Sul versante opposto, tre stati di emergenza nel 2026 per eventi che hanno colpito Sibari, Corigliano Rossano, Mirto Crosia, Melito Porto Salvo e le aree interne del Vibonese, del Catanzarese e del Reggino.