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Si è svolto martedì 26 maggio, nell’Aula Caldora dell’Università della Calabria, il convegno “Troppa o troppo poca acqua? Per una gestione integrata della risorsa idrica nel Mezzogiorno”, promosso dal Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Unical in collaborazione con l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, il CeSMMA e numerosi ordini professionali.Una giornata di confronto dedicata alla gestione dell’acqua nel Sud Italia, tra rischio alluvioni, siccità, crisi idrica e cambiamenti climatici. Al centro del dibattito la necessità di superare la logica dell’emergenza per costruire una governance fondata su prevenzione, pianificazione e coordinamento tra istituzioni, mondo scientifico e soggetti tecnici.L’accordo tra Autorità di Bacino e Unical
Particolare rilievo è stato dato all’accordo tra l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Università della Calabria, finalizzato alla gestione integrata della risorsa idrica e alla prevenzione dei rischi naturali, con attenzione specifica al bacino del Crati.
Ad aprire i lavori è stato il professore Giuseppe Mendicino, promotore dell’iniziativa. Presenti, tra gli altri, il rettore dell’Unical Gianluigi Greco, l’assessore regionale Gianluca Gallo, il direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente Salvatore Straface e rappresentanti degli ordini professionali.Nel corso della sessione scientifica si è discusso di gestione della siccità, rischio idraulico, irrigazione e cambiamenti climatici. La dottoressa Vera Corbelli, segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, ha richiamato la necessità di una pianificazione capace di integrare disponibilità idrica, tutela del territorio e fabbisogni agricoli.La sfida tra infrastrutture e cambiamenti climatici








