La polizia ha ricordato il commissario capo Beppe Montana, nel giorno del 41esimo anniversario della sua uccisione. Una corona d'alloro è stata deposta dal questore Vito Calvino e dal prefetto di Palermo Massimo Mariani vicino alla targa che ne ricorda il sacrificio nella piazza che ha preso il nome di Montana sul lungomare di Santa Flavia.
“Beppe Montana – dice Enzo Letizia, segretario dell'Anfp, l'Associazione nazionale funzionari di polizia – non viene ricordato soltanto per il sacrificio estremo che lo rese uno dei simboli della lotta alla mafia, ma anche per il suo modo di vivere la professione di poliziotto. Era un investigatore animato da una passione fuori dal comune, capace di dedicare tempo alle indagini anche oltre il normale orario di servizio, arrivando a utilizzare perfino la propria automobile per gli appostamenti, perché riteneva che la ricerca della verità e della giustizia non potesse essere scandita dall'orologio. La sua dedizione, il suo intuito investigativo e la capacità di guidare con l'esempio i colleghi rappresentano ancora oggi un patrimonio di valori per tutta la Polizia di Stato”.
"La mafia – prosegue Letizia – lo scelse come bersaglio proprio perché aveva dimostrato di essere un investigatore tenace ed efficace, determinato a colpire i vertici dell'organizzazione criminale. Ricordare Beppe Montana significa riaffermare il valore di una Polizia di Stato composta da donne e uomini che, con professionalità, coraggio e spirito di servizio, mettono quotidianamente le proprie competenze al servizio della collettività, spesso ben oltre quanto formalmente richiesto”.








