Due corone di alloro del capo della polizia sono state poste, al cimitero monumentale di Catania, sulle tombe del commissario Giuseppe Montana e dell’ispettore capo Giovanni Lizzio, in ricordo del sacrificio dei due investigatori uccisi dalla mafia. In loro memoria è stata celebrata anche una messa nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano, officiata dal cappellano della polizia, padre Salvatore Interlando, alla presenza dei familiari dei caduti e dei loro colleghi.
Sono trascorsi 41 anni dalla morte di Beppe Montana, simbolo e baluardo di legalità, in un periodo storico in cui la lotta dello Stato contro le mafie ha registrato una delle pagine più dure e cruenti. Assegnato alla Squadra Mobile di Palermo, Beppe fu posto a capo della «sezione catturandi», dove ha raggiunto risultati di rilievo, collaborando anche col pool antimafia. Nel corso della sua attività investigativa ha arrestato numerosi latitanti, scoperto ingenti quantità di droga e depositi di armi, contrastando così i traffici e i piani criminali di Cosa Nostra. Il 28 luglio 1985, a soli 34 anni, è stato ucciso a colpi di pistola da un commando mafioso, mentre si trovava con la fidanzata a Porticello, frazione di Santa Flavia a Palermo.






