«Il fallimento della gestione dell'ex Ilva non può essere scaricato sulle lavoratrici e sui lavoratori, quindi, per questo abbiamo detto al Governo che per quanto ci riguarda andremo a otto ore di sciopero e assemblee con le lavoratrici e lavoratori, perché vogliamo un piano straordinario di sicurezza nazionale sulla situazione industriale occupazionale e salariale delle lavoratrici e dei lavoratori». Lo ha detto il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, al termine del confronto con il Governo sulla situazione dell'ex Ilva.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, secondo quanto si apprende, durante il tavolo ex Ilva avrebbe osservato anzitutto la necessità di riperimetrare la gara sull'area a freddo. Mantovano avrebbe considerato necessario valutare l'impatto immediato che questa riperimetrazione comporterà sull'occupazione, così come le concrete alternative occupazionali da offrire a chi, a seguito della chiusura dell'area a caldo, rischia di perdere il posto di lavoro. Allo stesso tempo, occorrerà individuare quali altri investimenti siano realizzabili, nel breve periodo, nell'area di Taranto e dintorni. Per quanto riguarda l'ipotesi di partecipazione pubblica, Mantovano avrebbe evidenziato che, anche in presenza di una gestione pubblica prevalente, i problemi derivanti dalle decisioni giudiziarie sarebbero stati i medesimi. Alla luce delle motivazioni del decreto, infatti, tale scenario non avrebbe determinato un esito diverso. "Poiché ci conosciamo da tempo - avrebbe concluso Mantovano, rivolgendosi ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali - non credo di dover fare inviti al senso di responsabilità perché, come è ben noto, abbiamo fatto un percorso insieme, riconoscendoci reciprocamente in questo senso di responsabilità












