Giustizia

Giovanni M. Jacobazzi

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Sono già 220, ma il loro numero continua a salire, i magistrati che hanno deciso di schierarsi pubblicamente con il professor Mauro Paladini, presidente della Scuola superiore della magistratura, da settimane al centro di polemiche per una presunta gestione poco “trasparente” dell’istituto di formazione di Scandicci (vedasi il Riformista del 7 e 8 luglio, ndr). Fra i firmatari della petizione, vi sono numerosi appartenenti a Magistratura indipendente, la corrente del presidente dell’Associazione nazionale magistrati, il giudice Giuseppe Tango, che la scorsa settimana ha deciso di dare un sostanzioso contributo economico ai colleghi che avevano presentato ricorso al Tar proprio contro Paladini.

Tango, che al momento non ha commentato l’iniziativa, aveva autorizzato tale finanziamento senza informare né i dirigenti di Magistratura indipendente né gli altri componenti del suo gruppo all’interno dell’Anm. La delibera con cui l’Anm aveva deciso di coprire anche il contributo unificato del ricorso, fra l’altro, era stata inserita tra le “varie ed eventuali” della riunione della Giunta, senza comparire all’ordine del giorno. Una scelta che ha impedito qualsiasi approfondimento preventivo sull’opportunità di utilizzare i soldi versati da oltre ottomila magistrati per sostenere l’azione giudiziaria promossa contro la stessa Scuola e contro il suo presidente, citato personalmente nel giudizio come controinteressato. Nel giro di poche ore è dunque partita la raccolta di firme a sostegno di Paladini e che, nonostante il periodo, ha raggiunto quota 220 adesioni tra magistrati in servizio e in pensione. Numeri che raccontano una mobilitazione ampia, trasversale e – soprattutto – inaspettata.