Tutti i partiti, con pochissime eccezioni, hanno turlupinato gli italiani in merito alla restituzione del diritto costituzionale di scegliere liberamente i propri parlamentari.

Particolarmente elaborata è stata la decisione di FdI che, su indicazione del Premier Meloni, ha avviato un meccanismo di palese manipolazione per convincere gli italiani di avere lottato per i loro diritti, mentre nei fatti li ha ancora una volta umiliati.

Infatti Meloni dopo settimane di confronto con la Lega e F.I., ha raggiunto un accordo con i due vicepremier per presentare un emendamento che bloccava i capilista, e consentiva l’aggiunta di altri tre candidati che potevano finalmente essere scelti dagli elettori.

Ma questo accordo era chiaramente farlocco e costituiva piuttosto la prima vergognosa presa in giro degli elettori, che Meloni ha ingiustamente esaltato come la sua volontà di restituire i diritti costituzionali.

Infatti solo due partiti, FdI e PD, avrebbero in alcuni collegi potuto avere eletti due candidati, mentre tutti gli altri partiti, si sarebbero fermati alla elezione dei soli capilista, per cui nel complesso gli eletti con decisione degli elettori sarebbero stati il 15-20% al massimo, e quindi un risultato che non avrebbe restituito il diritto di Rappresentanza.