Alla fine Lega e Forza Italia fanno dietrofront e annunciano di essere pronti a votare sì alle preferenze. O meglio voteranno a favore dell’emendamento alla legge elettorale presentato da Fratelli d’Italia insieme a Noi moderati e Udc. Un testo bluff che prevede un’introduzione parziale delle preferenze e che lascia alle segreteria di partito il potere di selezionare gran parte degli eletti, grazie al capolista bloccato. E il ripensamento dei forzisti e dei leghisti? Semplice: come viene fuori dalle simulazioni di Youtrend, la quasi la totalità dei loro eletti sarà scelta a tavolino nelle segreterie e non direttamente dagli elettori.
Per capire meglio la questione bisogna leggere il testo della proposta dei meloniani. Le novità sono due: capolista bloccato e tre preferenze. Il primo eletto del collegio sarà pertanto il capolista, cioè quello deciso dal partito che potrà così continuare a selezionare i fedelissimi. Eventuali altri eletti verranno scelti tra i candidati che hanno ottenuto più preferenze: ogni elettore ne può esprimere tre, con la crocetta sui nomi e cognomi presenti in lista, e vanno assegnati “a candidati di sesso diverso” pena “l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista”.











