Prima di bussare alla porta di Donald Trump, Zelensky ha scelto Londra. Un passaggio obbligato nel teatro della politica occidentale, dove i gesti contano quanto le parole e spesso più dei comunicati. Oggi a Washington si gioca una partita che potrebbe ridisegnare la guerra e gli equilibri tra gli alleati. Ieri, sul ponte della portaerei HMS Queen Elizabeth, il presidente ucraino ha voluto mettere in scena un’altra storia: quella della continuità alla fedeltà britannica. Ad accoglierlo è stato il premier Andy Burnham. Zelensky ha rivendicato il valore simbolico della visita, sottolineando che la sua delegazione è stata la prima ricevuta dal nuovo inquilino di Downing Street, e ha ribadito la garanzia di un sostegno britannico destinato a rimanere «incrollabile», anche con nuove tecnologie militari.Burnham ha annunciato l’intenzione di rafforzare la collaborazione con Kiev e di recarsi presto in Ucraina. «Costruiremo un rapporto solido e lavoreremo insieme sulle questioni sollevate durante il confronto». Ma l’immagine che lascia il segno è un’altra: la stretta di mano con Valery Zaluzhny, ex comandante delle forze armate, oggi ambasciatore a Londra, considerato il rivale di Zelensky in future elezioni.A 2.500 km di distanza Putin, dopo aver ampliato l’esercito fino a quasi 2,5 milioni di uomini, continua a interpretare il ruolo della sicurezza incrollabile. Davanti alla Duma afferma che la Russia vincerà la guerra e che nessuna pressione esterna cambierà la rotta del Cremlino. Le sanzioni occidentali «sono inermi e controproducenti. Più dannose per chi le impone che per chi le subisce». Nel pomeriggio ha avuto un confronto telefonico con il premier armeno Nikol Pashinyan sulle prospettive della cooperazione economica, nell’ambito di una strategia di rilancio dei rapporti tra Erevan e Mosca per arginare il progressivo orientamento europeo dell’Armenia e riaffermare la centralità russa nel Caucaso meridionale.Sul tavolo della diplomazia, Mosca tuttavia continua a lasciare aperta una porta. Maria Zakharova, voce del ministero degli Esteri, aspetta «proposte e iniziative». Disponibilità che arriva mentre il Mar Caspio entra nella mappa delle tensioni. Mosca ha definito «pericolosa escalation» l’attacco ucraino contro una nave iraniana con a bordo materiale militare russo destinato a Teheran. Per Peskov l’attacco rappresenterebbe un tentativo di allargare il conflitto oltre i confini regionali. L’Iran ha chiesto una risposta della comunità internazionale. L’Ucraina ha respinto le accuse, richiamando il sostegno militare tra Mosca e Teheran e il ruolo dei droni Shahed nella guerra contro Kiev.Le autorità anti-corruzione ucraine hanno smascherato un gruppo criminale organizzato che, secondo le indagini, si appropriava indebitamente di fondi di donatori stranieri destinati a sostenere Kiev.