Lunedì la grecista inglese Emily Wilson ha pubblicato una lunga e impietosa stroncatura di Odissea, il nuovo e commentatissimo film del regista e connazionale Christopher Nolan, basato sull’omonimo poema omerico.

La recensione di Wilson è stata ampiamente ripresa: un po’ perché le recensioni uscite finora erano state perlopiù positive, ma soprattutto perché Wilson è l’autrice di una delle più recenti traduzioni dell’Odissea in inglese, molto celebrata perché più accessibile e contemporanea rispetto a quelle in voga nei contesti anglofoni. Lo stesso Nolan ha in più occasioni elogiato il lavoro di Wilson, citandolo come uno dei riferimenti più importanti per la scrittura del film. Nolan non ha ancora risposto alla stroncatura di Wilson, e non sappiamo se lo farà.

Wilson ha descritto il film come un adattamento superficiale, arido, poco rispettoso del testo originale e viziato da tutte quelle criticità che diversi addetti ai lavori associano spesso alla regia di Nolan: gli eccessi di messa in scena, l’assenza di tensione emotiva, una specie di repulsione per il sesso e la tendenza a scrivere personaggi femminili inconsistenti rispetto alle loro controparti maschili. Le sue osservazioni sono riassunte nel paragrafo che trovate qui sotto, il più severo e spietato della recensione: