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Se ad aprile abbiamo potuto ascoltare le voci dei quattro astronauti di Artemis II mentre giravano attorno alla Luna è perché sono state recepite da almeno una delle stazioni del Deep Space Network (DSN), la rete di antenne che la NASA usa per comunicare con le sue missioni nello Spazio profondo. Una di queste stazioni si trova a Robledo de Chavela, su un altopiano una sessantina di chilometri a ovest di Madrid, in Spagna.
Venerdì è stata evacuata, perché stava per essere raggiunta da uno degli incendi che negli ultimi giorni hanno bruciato centinaia di chilometri quadrati di terreno tra Spagna e Francia, e causato l’evacuazione di più di 300mila persone. Raúl Alonso, che dirige le operazioni della stazione, ha raccontato al quotidiano spagnolo ABC che il fuoco era arrivato dentro la struttura. È un problema perché nel mondo ci sono solo altre due stazioni del DSN: una a Goldstone, nel deserto del Mojave, in California, e una a Tidbinbilla, in una valle a ovest di Canberra, in Australia.
Il giorno dopo la NASA ha comunicato che non c’erano danni gravi, ma i controlli da fare sono ancora molti e la stazione non ha ripreso a funzionare. La preoccupazione principale riguarda le condizioni delle sei antenne, cioè i dispositivi che trasmettono e ricevono i segnali dallo spazio. Quella che riesce a comunicare con le sonde più lontane è la più grande: ha un diametro di settanta metri e pesa quasi tremila tonnellate.












