Per l'ex Ilva si avvicina il passaggio più delicato e decisivo della tormentata vicenda industriale apertasi con il commissariamento del gruppo. Dopo mesi di trattative, secondo quanto ricostruito presso fonti vicine al dossier, nelle ultime ore il negoziato avrebbe imboccato la fase conclusiva con la scelta tecnica maturata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy di procedere verso la chiusura dell'accordo con gli indiani di Jindal, uno dei maggiori gruppi siderurgici mondiali, presente in Italia attraverso JSW Steel Italy, che gestisce Piombino. Se il cronoprogramma verrà rispettato, entro la fine del mese potrebbe arrivare il signing - accordo quadro -, destinato a rappresentare il punto di partenza della nuova fase industriale del polo siderurgico.

La trattativa, tuttavia, resta complessa e presenta ancora diversi nodi da affinare. La bozza attualmente sul tavolo prevede l'acquisizione degli impianti al prezzo simbolico di un euro, a fronte però di un rilevante sostegno pubblico. L'intervento dello Stato supererebbe infatti i 2 miliardi, ai quali il Mimit vorrebbe aggiungere circa 800 milioni di un contratto di sviluppo da negoziare. Si tratta di una struttura finanziaria che conferma come il rilancio dell'ex Ilva continui a poggiare su un forte coinvolgimento pubblico, dopo anni nei quali i tentativi di individuare una soluzione di mercato si sono scontrati con le difficoltà economiche, ambientali e giudiziarie che hanno accompagnato il sito di Taranto.