I temi decisivi Sono tre: tasse, sicurezza e immigrazione. Ogni partito scelga un tema da spendere nel rapporto con gli elettori Come trasformare le tensioni in nuova unità in campagna elettorale E valga il «metodo Berlusconi» in tutte le direzioni

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Inutile girarci intorno: è un'estate delicata e non priva di tensioni per il centrodestra. In parte, si tratta di un fenomeno fisiologico: i partiti sono tre, ognuno vanta orgogliosamente la propria identità, e l'avvicinarsi delle elezioni induce tutti più alle rivendicazioni che alle reciproche concessioni. In altra parte, però, rischia di essere un errore, anzi una combinazione incrociata di errori dalle conseguenze potenzialmente fatali. Non dimentichiamo mai che esiste il rischio, tra qualche mese, di ritrovarci con Conte a Palazzo Chigi, la Boldrini agli Esteri, Fratoianni agli Interni, e Bonelli non so dove. E già questo dovrebbe indurre tutti (Vannacci incluso) a evitare colpi di testa. Ciò detto, provo (con il rischio di semplificazioni che i lettori mi perdoneranno) a individuare qualche priorità.

1. Bisogna evitare qualunque mossa che danneggi il brand Meloni. Giorgia Meloni è la risorsa più preziosa per tutta la maggioranza in vista delle prossime elezioni, e nessuno dovrebbe mai dimenticarlo.