VENEZIA Per quasi un secolo quei due archi del ponte di Rialto erano stati occupati da una profumeria di qualità. Un negozio curatissimo, che richiamava una clientela internazionale. Ora, abbassate definitivamente le saracinesche di “Franco”, ormai da parecchi mesi, in uno dei due spazi aprirà un cambiavalute. Per l’altro la ricerca di una nuova attività sarebbe ancora in corso. L’ultimo via libera all’ufficio di cambio sul ponte simbolo di Venezia è arrivata da Comune e Soprintendenza solo da pochi giorni. Pratica a lungo soppesata, dagli uffici di Palazzo Ducale, che hanno anche “corretto” la proposta iniziale, con l’obiettivo di renderla più consona a un luogo come il capolavoro di Antonio da Rialto. Ma la differenza - tra una profumeria e un cambiavalute - non potrà che farsi notare. «Lo so, non è il massimo. Ma questa è la città. Io avrei preferito altro. Hanno presentato la loro proposta al Comune e l’hanno spuntata» allarga le braccia Franco De Vanna, che per mezzo secolo ha gestito e rinnovato la profumeria fondata dal padre Franco, e ora ha dato in affitto l’arco di sua proprietà alla società di cambiavalute. Mentre il secondo arco, che è di altri proprietari, è stato scorporato. «Questi spazi ce li hanno chiesti anche i cinesi» racconta De Vanna, amareggiato dalla china presa da Venezia.
Ponte di Rialto, dopo 91 anni chiude la profumeria "Franco": «Finisce qui, questa è ormai Venezia». Subentrerà un cambiavalute
VENEZIA Per quasi un secolo quei due archi del ponte di Rialto erano stati occupati da una profumeria di qualità. Un negozio curatissimo, che richiamava una clientela internazionale. Ora,...








