GIUDECCA (VENEZIA) - Chiude l’ultimo “biavarol” della Giudecca e il rischio è che all’abbassarsi della saracinesca non ci sia un sostituto pronto a rialzarla. Stefano e Fiorenza Siface, coppia nel lavoro e nella vita, per 42 anni sono stati dietro al bancone a far crescere a suon di panini imbottiti i bambini dell’isola. Un negozio d’altri tempi, in cui il rapporto umano la fa ancora da padrone, con quel “sentirsi a casa” anche quando si compra un etto di prosciutto o ci si è dimenticati il sale. Dopo una vita spesa in bottega, Stefano e Fiorenza avrebbero anche individuato un giovane interessato: «È un ragazzo di 25 anni, che vorrebbe subentrare. Però il contratto non è cedibile, il Comune ci ha dato in concessione l’immobile, quindi deve andare a bando». E così, i due dovrebbero svuotare il negozio, eliminare frigoriferi, bancone, tutta la linea di prodotti: «L’immobile ha questo vincolo e così non si può cedere. Sarebbe stato tutto facile perché sarebbe bastato fare un subentro, evitare l’inventario e con un cambio di utenze si sarebbe risolto tutto». Garantendo anche ai residenti di poter contare sullo stesso servizio. Dopo la chiusura, avvenuta circa tre anni, dell’altro storico negozio di alimentari alla Palanca (sostituito da un bar), Stefano e Fiorenza erano rimasti gli unici a svolgere un mestiere davvero raro, ma che mantiene in piedi la residenzialità. I due ripercorrono il percorso fatto: «Nel 1984 avevamo aperto un alimentari in campo Marte, dove ora c’è un panificio. Poi nel 1991 ci siamo spostati in fondamenta, dove c’era la “Lisetta”, vicino all’ostello, fino al 2001, quando siamo arrivati qui, nell’area dell’ex cantiere Dalla Pietà».