Mentre scrivo questo articolo scorrono sotto i miei occhi le immagini tragiche degli incendi in Spagna e in Francia, con centinaia di migliaia di sfollati e decine di migliaia di ettari di foreste distrutti. È una visione tremendamente angosciante e allora non posso che partire da qui per parlare della Giornata Mondiale per la Conservazione della Natura, che si celebra oggi 28 luglio: perché gli incendi, che oggi sono diventati sempre più enormi e indomabili, sono una delle principali cause di distruzione della natura oggi, ovvero il contrario della sua conservazione. Il motivo è chiaro: l’aumento delle temperature, le siccità crescenti, la forza anche dei venti sono la causa di questi mega-incendi contro i quali le nostre forze appaiono sempre più limitate. Conservare la natura, quindi, oggi significa soprattutto lottare contro la crisi climatica, cioè adoperarsi con ogni mezzo per mitigare la crisi e adattarsi il più possibile ad essa. Con la crisi climatica, dunque, la conservazione diventa qualcosa di dinamico, non di statico, se mai era stata tale.
Anche le associazioni ambientaliste sposano ormai questa visione. Qualche settimana fa il WWF, associazione simbolo per antonomasia rispetto alla conservazione della biodiversità, ha compiuto sessant’anni di vita. E ha spiegato come in questi decenni, appunto, anch’essa è passata da una visione della conservazione come protezione a una visione come lotta attiva e contrasto al cambiamento climatico.






