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Ultimo aggiornamento: 8:00

di Giovanni Barcheri

Mentre San Francesco diviene patrono nazionale, si approva la caccia ai fringuelli sui valichi alpini; ma già da tempo il nuovo dogma confezionato per le masse è solo quello del profitto: l’Ue vieta i pesticidi pericolosi ma ne esporta il doppio rispetto a 7 anni fa e in pianura padana si finge il “green” con la pioppicoltura intensiva nelle aree demaniali lungo i fiumi unicamente per le filiere del legname, sottraendo ancora più spazi vitali alla biodiversità laddove essa trova gli ultimi rifugi.

Da circa mezzo secolo con le lucciole iniziavano già a scomparire tutti gli altri insetti (farfalle diurne, falene, bombi), flora spontanea e piccoli vertebrati (rane, tritoni, bisce d’acqua, pipistrelli ecc.). In moltissimi luoghi del Paese, l’edificio complesso di svariati ecosistemi naturali fu spazzato via in pochi decenni da urbanizzazione selvaggia, industrializzazione e da una agricoltura sempre più dipendente dalle multinazionali di fitofarmaci. Questo stravolgimento epocale è avvenuto pressoché inosservato.