Il Cda è scaduto e l’amministratore delegato è nel mirino della Corte dei Conti e di una parte dei melonianiRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciAnastasio

La mancanza di centri, percorsi e servizi che consentano ai ragazzi con disabilità che abbiano più di 18 anni di acquisire autonomie o di professionalizzarsi e di colmare quel vuoto che invece si spalanca una volta concluso il ciclo delle scuole superiori e che troppo spesso rende il Centro Diurno l’unica soluzione. La mancanza di criteri omogenei con i quali calcolare se e come debba essere divisa, tra i Comuni e le famiglie, la retta per i servizi semiresidenziali o residenziali destinati alle persone con disabilità. Una generale mancanza di coordinamento tra i Comuni che finisce col rendere immobile l’Ambito Territoriale del quale fanno parte. Eppure si tratta di un Ambito che unisce Comuni popolosi: Corsico, Buccinasco, Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio, Assago. Messi insieme fanno più di 115mila abitanti, più di quanti ne abbiano alcuni capoluoghi di provincia in Lombardia. Questa, in sintesi, la denuncia di Desiree Scassa, Manuela Zambon, Loredana Fattori e Maria. Tutte hanno figli o persone care con disabilità, tutte fanno parte di “Un ponte nella vita“, un’associazione di famiglie nata con l’obiettivo di aggregare i ragazzi e offrire loro la possibilità di fare attività soprattutto nel tempo lasciato libero dalla scuola e da servizi con orari standard quali il Centro diurno. Fattori fa parte anche di Nessuno è Escluso.