È iniziata la conta dei danni soprattutto al patrimonio ambientale del Gargano che ha visto incenerirsi oltre 150 ettari di boschi incontaminati, ma probabilmente mal curati, nell’area di Peschici. Poteva andare molto peggio ed il ricordo va al 24 luglio del 2007 quando un vasto incendio, sempre a Peschici, provocò anche tre vittime (Carmela e Romano Fasanella, di 81 e 71 anni, che morirono carbonizzati, e Domenico De Nittis, di 60 anni, deceduto tre giorni dopo a causa delle gravi ustioni) e 300 feriti medicati dai sanitari per intossicazione dal fumo e per crisi di panico.

«In effetti non ci sono state vittime ma abbiamo comunque perso un ingente patrimonio ambientale per colpa di questi soggetti che vanno solo disprezzati per quello che hanno provocato. Per quel che mi riguarda non sono diversi dagli assassini, perché qui è stato comunque commesso un omicidio nei confronti della comunità e dell’ambiente», afferma Luigi d’Arenzo, sindaco di Peschici, ieri ancora impegnato con il personale dei vigili del fuoco, della Protezione civile e dell’Arif nelle operazioni di bonifica e spegnimento degli ultimi focolai.

Il sindaco di Peschici non ha dubbi sulla matrice dolosa del vasto incendio nel cuore del Parco nazionale del Gargano.