Il sindaco di Peschici, Luigi D'Arienzo, ha la voce rotta dalla stanchezza. "Siamo stati fino alle cinque impegnati a seguire le operazioni di spegnimento dell'incendio", racconta. Mentre parla i Canadair continuano però a ronzare sopra di lui per bonificare l'area, Difesa di Manaccora, "un bosco di inestimabile valore", fino a baia del Gusmay.

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Gli inneschi dei roghi sono stati più d'uno, ribadisce, e la matrice non può che essere dolosa. "Ma chi può avere avuto interesse ad approfittare di questa situazione per operazioni speculative? Quelle sono foreste vincolate come siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale, non ci puoi fare niente". Più probabile, dice, la pista del maniaco, di chi "gode nel vedere i fuochi accendersi".

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Tiene a sottolineare che ora l'emergenza è rientrata -"Si comunica a tutti i cortesi concittadini e ai gentili ospiti che la situazione è sotto controllo", ha scritto sui social - e che i turisti sono nelle strutture in cui avevano prenotato. "Non è stato necessario evacuarli, si sono spostati tutti spontaneamente", precisa. Per qualcuno è stato necessario però individuare una sistemazione alberghiera alternativa dopo che, in circa quattrocento, hanno sostato in una scuola di Peschici e in una palestra di Viesti, dove sono stati rifocillati e assistiti.