PADOVA - Delle due, l’una. O nel Padovano gli automobilisti corrono oltre i limiti di velocità più di qualsiasi altro posto o gli autovelox funzionano alla perfezione. O magari entrambe. Fatto sta che a parlare sono i dati: nel 2025 Padova è la prima città in Veneto per incassi da multe da velox, per la precisione 5.725.268 euro. Ma il primato della città del Santo è condiviso con tutto il suo territorio: nelle prime dieci posizioni ci sono altri quattro comuni della provincia euganea.

«Con i proventi delle multe paghiamo gli stipendi alla polizia locale» La proposta di Palazzo Moroni all'Anci LA CLASSIFICA A fotografare il fenomeno sono i dati analizzati da Facile.it sui rendiconti pubblici, tra autovelox fissi e mobili, tutor e altri dispositivi di rilevazione. Limitando l’analisi (che è nazionale) ai soli comuni del Veneto, emerge come tra quelli che hanno dichiarato incassi da sanzioni derivanti dall'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità, al primo posto si trovi Padova, che lo scorso anno ha incassato un importo pari a 5.725.268 euro. Cifra che la posiziona quarta a livello nazionale. Seguono Cittadella (3.453.711 euro da multe per eccesso di velocità) e Treviso, con 2.888.105 euro. Ai piedi del podio si trova Venezia (2.660.520 euro), seguito da Piove di Sacco (2.092.530 euro), Verona (2.047.954 euro) e Carmignano di Brenta: 1.573.616 euro. Chiudono la classifica dei primi dieco Comuni San Pietro In Gu (1.523.660 euro) e i due territori del Rodigino: Giacciano con Baruchella (1.176.603 euro) e Bosaro, con 980.740 euro di incassi dai velox. Quanto agli altri capoluoghi della regione, Rovigo ha incassato 805.522 euro, mentre i rimanenti hanno dichiarato importi molto più bassi o quasi nulli.Padova guida la classifica anche a livello di amministrazione provinciale in quanto sulle strade la cui competenza è di Palazzo Santo Stefano sono stata elevate sanzioni per un totale di 850.309 euro, di molto avanti rispetto a Verona (378.757 euro), Treviso (364.452 euro), Vicenza (181.735 euro) e Rovigo (172.392 euro). Autovelox, la nuova giunta pronta ad accenderli: «Deve iniziare a passare il messaggio che non è un 'liberi tutti'» TROPPI INCIDENTI Il monte-euro delle multe per eccesso di velocità fa il paio con l’impennata degli incidenti sulle strade del Padovano e del Veneto. Il fermo immagine è fornito dai dati Istat disponibili: nei mesi di giugno, luglio e agosto dell'ultimo anno di riferimento, in Veneto ci sono stati 3.573 sinistri con lesioni a persone, vale a dire il 28% del totale, con un picco a luglio di 1.307 incidenti. E proprio l’eccessiva velocità, purtroppo, è spesso la causa dei sinistri. I RILEVATORI ELETTRONICI Intanto tre velox padovani, installati tra Este e Cadoneghe, sono stati spenti nei giorni dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: fanno parte dei 131 stoppati a Nordest dal dicastero di Matteo Salvini a causa di una nuova omologazione necessaria per tornare in funzione. Questo alla luce di alcune sentenze della magistratura che, in Italia, hanno evidenziato la differenza tra il semplice processo di approvazione tecnica e la vera e propria omologazione, aprendo la strada a migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti contro le amministrazioni locali che hanno continuato a utilizzare dispositivi approvati ma non omologati. Il decreto ora sgombera il campo dalle incertezze e in Veneto tocca i 464 velox installati dei quali ne sono omologati (a norma di legge) 380. Sul punto nei mesi scorsi l’associazione Altvelox aveva depositato una serie di istanze alle Prefetture del Veneto chiedendo la sospensione cautelare dei provvedimenti in vigore, il riesame integrale in autotutela e, di conseguenza, accertare la disattivazione delle postazioni non assistite da documentazione completa e verificabile. L’associazione chiedeva anche che venissero rese pubbliche le relazioni istruttorie dei dati di incidentalità del quinquennio, delle verifiche tecniche, degli atti sulle eventuali disinstallazioni e di tutta la documentazione amministrativa richiamata nei decreti prefettizi. Un punto che Altvelox non considerava un arroccarsi dentro una battaglia ideologica ma riteneva andare a toccare «la legalità dell’azione amministrativa, la trasparenza dei procedimenti e la validità degli accertamenti che incidono direttamente sui diritti dei cittadini – si legge nelle istanze portate sulle scrivanie dei sette prefetti – I controlli sono legittimi solo se fondati su atti istruttori completi, su presupposti effettivi e su apparecchi collocati e utilizzati nel pieno rispetto della legge».