CASTELFRANCO Dalla polemica social alle aule di tribunale. Il caso del padre multato a Castelfranco per aver trasportato il figlio di sei anni sulla canna della bicicletta continua a far discutere e ora potrebbe avere sviluppi giudiziari. La polizia locale ha infatti confermato che procederà nei confronti degli autori dei commenti ritenuti diffamatori e offensivi comparsi nella paginasocial di Castelfranco dove era apparso il post del papà multato. In una nota rilasciata dal Comune, si informa che «sono in corso gli accertamenti necessari in relazione ai contenuti pubblicati sui social network». Una volta concluse le verifiche, «saranno adottati i conseguenti provvedimenti e gli eventuali atti saranno trasmessi all'Autorità giudiziaria per le valutazioni di competenza».

Monopattini irregolari, in un mese 30 multe fin: «In troppi circolano senza targa o senza casco» IL CASO La vicenda aveva rapidamente superato i confini cittadini. Tutto era nato dal racconto pubblicato sui social da un papà, fermato e sanzionato con una multa di 27 euro mentre accompagnava il figlio al centro estivo seduto sul tubo orizzontale della bicicletta. Il post aveva raccolto migliaia di visualizzazioni e centinaia di commenti, trasformandosi in un caso nazionale, ripreso da numerose testate giornalistiche, e dividendo l'opinione pubblica tra chi riteneva la sanzione eccessiva e chi invece sosteneva la correttezza dell'intervento degli agenti in nome della sicurezza del bambino. Nel dibattito sviluppatosi sulla pagina Facebook sono però comparsi anche messaggi rivolti direttamente alla polizia locale, alcuni dei quali ritenuti offensivi e diffamatori. Proprio quei contenuti sono ora oggetto degli accertamenti annunciati dal Comune, che intende tutelare il personale attraverso gli strumenti previsti dalla legge. Il papà autore del post aveva riconosciuto la correttezza della sanzione, precisando di non contestare la multa ma di voler richiamare l'attenzione sulle priorità dei controlli. Una posizione ribadita anche dopo l'enorme eco mediatica della vicenda, sottolineando di essere «dalla parte delle forze dell'ordine» ma auspicando un maggiore impiego delle pattuglie nelle aree più problematiche della città.Ora, però, il dibattito si sposta su un altro fronte. Mentre la polemica sull'opportunità della multa sembra essersi attenuata, resta aperta la questione dei commenti pubblicati online. I profili penalmente rilevanti che emergeranno dagli accertamenti saranno trasmessi all'Autorità giudiziaria, chiamata a valutare le responsabilità degli autori dei messaggi ritenuti lesivi nei confronti degli operatori della polizia locale. Non è la prima volta che il Comune ricorre alla giustizia per tutelare la propria immagine. Nel gennaio di quest'anno una donna di 56 anni di Castelfranco è stata riconosciuta colpevole di diffamazione via social per un commento pubblicato quattro anni prima su Facebook, nel quale accusava l'allora sindaco Stefano Marcon di aver preso tangenti. In quell'occasione il primo cittadino aveva auspicato che la condanna fosse da monito per un uso rispettoso dei social, affinché il linguaggio non oltrepassasse i limiti del decoro e della reputazione. Una vicenda che torna oggi d'attualità, mentre il Comune si prepara a chiedere conto, nelle sedi opportune, dei commenti ritenuti diffamatori.