CASTELFRANCO - Accompagna il figlio di sei anni al centro estivo facendolo sedere sul tubo della bicicletta, viene fermato e sanzionato dalla polizia locale: 27 euro di multa. La vicenda, raccontata sui social dal protagonista, ha acceso un acceso dibattito online, tra chi ha criticato l'operato degli agenti e chi, invece, ha ricordato come il Codice della strada vieti il trasporto dei bambini in bicicletta senza gli appositi dispositivi di sicurezza.
Tutto nasce da un post pubblicato nella tarda mattinata da Riccardo Trojetto. A corredo di una fotografia che lo ritrae con due agenti intenti a compilare il verbale, l'uomo scrive: «Ho portato uno dei miei tre figli al centro estivo. L'ho seduto sul tubo della bici. Risultato: multa. Ecco i problemi di Castelfranco Veneto. Due vigili hanno perso quasi un'ora penalizzandomi. Ci sono altre priorità di sicurezza nella nostra città».
I commenti
Nel giro di poche ore il post raccoglie centinaia di commenti e condivisioni. Molti utenti si schierano contro la polizia locale, ritenendo sproporzionata la sanzione; altri, invece, sottolineano come il trasporto di un bambino sul telaio della bicicletta sia vietato proprio per ragioni di sicurezza. È lo stesso Trojetto, contattato telefonicamente, a ricostruire nel dettaglio quanto accaduto. «Riconosco di essere nel torto – premette – ma mi è sembrata una situazione assurda. Sono padre di tre figli e in questo periodo frequentano i centri estivi. Ieri mattina ho accompagnato il più piccolo, di sei anni, trasportandolo sul tubo della bici per un'esigenza logistica: io andavo al lavoro in bicicletta, mentre al pomeriggio sarebbe passato a prenderlo mia moglie in auto. Non poteva quindi utilizzare la sua biciclettina e sulla mia non posso montare un seggiolino». Secondo il suo racconto, una pattuglia della polizia locale, in centro storico, lo avrebbe invitato per due volte a fermarsi e a far scendere il bambino. «Ho risposto entrambe le volte che ormai il centro estivo, alle piscine comunali, distava poche centinaia di metri e ho proseguito. Gli agenti mi hanno seguito e, dopo che ho accompagnato mio figlio, mi hanno contestato la violazione. Avevano ragione, però continuo a pensare che le priorità della città siano altre. Dovrebbero guardare a cose più importanti e non a me che non stavo correndo».









