di

Christian Gaole

Il trevigiano Riccardo Trojetto protagonista del caso mediatico: «Chi paga le tasse ed è una persona per bene non dovrebbe essere bersaglio principale di questi controlli. I cittadini chiedono sicurezza

«Mi hanno multato e hanno fatto bene. Ma i vigili dovrebbero concentrarsi dove i cittadini hanno davvero paura» Dopo il caso che ha acceso il dibattito sui social, Riccardo Trojetto, 44 anni, 3 figli, di Castelfranco Veneto, torna sulla vicenda che lo ha visto protagonista la scorsa settimana quando era stato sanzionato con una multa di circa 30 euro dalla polizia locale per aver trasportato il figlio sulla canna della bicicletta. Trojetto non contesta la sanzione né il lavoro delle forze dell’ordine, il suo messaggio, spiega, riguarda le priorità. «Chi rispetta le regole nella vita di tutti i giorni e paga le tasse non dovrebbe essere il bersaglio principale dei controlli. Vorrei vedere più presenza nelle zone dove le persone hanno davvero paura di passare».

Trojetto, a distanza di una settimana, rifarebbe quello che ha fatto?«No. Ho sbagliato e la multa è giusta. Non ho mai detto che gli agenti abbiano sbagliato a contestarmi l’infrazione. Quello che continuo a sostenere è un altro concetto: mi sarebbe piaciuto che quel tempo fosse impiegato in luoghi più delicati, dove ci sono problemi di sicurezza che riguardano tutti».Eppure il suo post ha suscitato molta solidarietà. Perché, secondo lei?«Perché credo che la gente abbia capito il messaggio. Non era una protesta contro la polizia locale, anzi. Le persone sono esasperate perché vedono stazioni, sottopassi e alcune zone della città dove donne, ragazzi e famiglie non si sentono tranquilli. Se poi vedono due agenti impegnati a inseguire un papà che porta il figlio al centro estivo, è normale che si chiedano se le priorità siano quelle giuste».