PADOVA - Hanno guardato tutto e poi hanno chiuso la porta ad una decina di stanze sparse in alcuni hotel delle Terme Euganee e della città. Potrà essere riaperta solo quando la legionella trovata nelle scorse settimane nei condizionatori e nei condotti dell’acqua sarà stata debellata e i valori azzerati, in modo da non mettere a rischio la salute dei clienti. Eccolo il pugno duro dei carabinieri del Nas di Padova che da maggio stanno battendo a tappeto le strutture alberghiere, i centri acquatici e termali e le piscine (comunali e degli stabilimenti privati) a caccia di irregolarità.
LE SANZIONI E le irregolarità, alla fine, sono venute alla luce. In queste settimane di accertamenti condotti a fianco del Servizio Igiene e Sanità Pubblica (il Sisp) e del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (il Sian) dell’Ulss 6 Euganea, sono state staccate sanzioni per oltre 80mila euro, tutte legate ad aspetti di mancanza non solo di igiene ma anche di rispetto delle norme sanitarie in fatto di accoglienza di ospiti e di sicurezza per quanto riguarda le piscine. Un tema, questo, al centro della cronaca e diventato obiettivo focale nelle verifiche, anche alla luce della legge che verrà votata nei prossimi giorni in Senato e potrebbe essere quindi approvata a breve per dare norme più stringenti su bocchettoni e sistemi di riciclo dell’acqua visti i casi di bambini risucchiati e annegati durante i tuffi. SCARSA SICUREZZA Detto della decina di stanze bloccate per la presenza di legionella nei condizionatori, che quindi veniva diffusa nell’intero locale non appena un cliente li accendeva; i militari del Nas – guidati dal capitano Massimo Andreozzi – e i tecnici di Sian e Sisp hanno anche chiuso la piscina di un albergo, sempre nella zona delle Terme Euganee, in quanto la vasca non rispettava la sicurezza proprio in fatto di sistemi di aspirazione e riciclo: ritenuta pericolosa, potrà tornare a riempirsi di acqua solo quando verranno completati tutti i lavori di messa a norma. Ma alle piscine e alla sicurezza dei clienti è legato anche il tema dei bagnini: durante le verifiche, sono state tante le mancanze evidenziate nei rapporti: dall’assenza (anche solo temporanea) dei bagnini, che invece hanno l’obbligo di essere sempre presenti durante l’orario di apertura delle vasche, all’assenza dei tappetini antiscivolo. Poi i valori chimici del cloro non nei range stabiliti dalla legge o le stesse depurazioni dell’acqua delle piscine non venivano fatte secondo le prescrizioni: tutte carenze che possono portare a multe fino a 5mila euro, oltre che alla sospensione dell’attività. LA CAMPAGNA I controlli e le verifiche nei centri più frequentati con l’arrivo della stagione estiva però non si fermeranno e continueranno almeno fino a settembre, come disposto dal Governo che ha dato il via alla campagna “Estate tranquilla” che ha come obiettivo quello di garantire il più possibile la salute dei clienti degli stabilimenti e delle strutture ricettive. Controlli che – seppur con un occhio di particolare riguardo alle piscine, ai centri acquatici e agli hotel – non allentano la presa nei ristoranti, pasticcerie, alberghi e piscine sia del centro che della periferia. È lì che i militari dell’Antisofisticazione e il personale dell’Ulss Euganea ha riscontrato in diversi casi la non conformità strutturale sull'indicazione commercializzazione prodotti, quindi l'omissione di indicazioni obbligatorie per la vendita di prodotti non preimballati. Anche nei confronti dei ristoratori sono state staccate delle multe per il mancato rispetto delle norme di igiene.










