PADOVA - Una discarica a cielo aperto è quella che si è formata nel tempo lungo Corso Primo Maggio ed in particolare all'imbocco di via Marco Polo, nel tratto che passa sotto al cavalcavia con via Volta. Una situazione che i residenti definiscono indecente e non riescono più a tollerare e che non muta, come affermano, nonostante le segnalazioni a Comune ed ad Aps. «Serve una pulizia profonda, lungo tutta la tratta sono abbandonati da cittadini che si possono definire incivili rifiuti di ogni tipo: taniche di plastica, sacchi ricolmi di immondizia, perfino un materasso e questo solo per fare alcuni esempi – racconta Giulia Bertin – Ho inviato segnalazioni al Comune e ad Aps visto che mi hanno detto che è di loro competenza ma il pattume rimane al suo posto. Anzi visto che invece viene eseguito lo sfalcio dell'erba l'immondizia abbandonata viene anche triturata e sparsa in un'area più ampia».

La protesta La residente, come spiega, spesso si occupa personalmente di pulire l'inciviltà di certi concittadini ma nei tratti dove è possibile operare in sicurezza. «Le ultime due segnalazioni le ho inviate a marzo e giugno scorsi, quello che ho ottenuto è una risposta nella quale Aps ha affermato che avrebbe provveduto ma nulla è stato fatto. Nonostante la mia buona volontà su via Polo, per pulire lungo corso Primo Maggio, la tangenziale, serve personale che lavori in sicurezza – continua – nulla purtroppo è cambiato. Capisco che l'inciviltà dell'epoca che stiamo vivendo sia vergognosa ma tutti paghiamo il mancato rispetto per l'ambiente anche dal punto di vista economico. Credo però fermamente che sia doveroso ripulire dai rifiuti accumulati ormai da troppo tempo per rispetto dell'ambiente, della città e di noi cittadini». Problemi per l'abbandono dei rifiuti si presentano, per l'ennesima volta, anche nel quartiere Sacra Famiglia che contesta il sistema di raccolta da prima del suo avvio. Ieri mattina i cassonetti di via Siracusa si presentavano "soffocati" da sacchetti di spazzatura, qualche mobile e altri oggetti. Situazione analoga a quella segnalata un paio di giorni fa lungo via Goito. Un accumulo di pattume che con le temperature di questi giorni emana un olezzo nauseabondo e si notano topi e vermi. «I cassonetti non sono come quelli che il quartiere aveva richiesto ossia quelli cosiddetti intelligenti – commenta Zena Giacomelli del Comitato residenti – il cilindro per introdurre i rifiuti è molto piccolo, la leva per aprire è molto scomoda, soprattutto per gli anziani, è posta troppo in alto e per molti non raggiungibile e non c'è il pedale come nei vecchi bidoni».