Cura Carpignano Secchi da lavoro, piastrelle rotte, una bombola del gas e perfino un water. Una montagna di rifiuti sta invadendo da almeno tre settimane il tratto di strada al bivio tra la Sp 71 e via Roma, nel quadrilatero di campi compreso tra i Comuni di Cura Carpignano, Roncaro e Lardirago. Come segnalato da diversi residenti, l’ammasso di inerti e immondizia è tale che le automobili sono costrette a rallentare e uscire leggermente dalla carreggiata per superare l’ostacolo. Oltre a ciò, è evidente il danno ambientale e paesaggistico: la spazzatura, sollevata dal vento o dal passaggio dei veicoli, si disperde nella natura e può finire nella roggia che fiancheggia i campi. Martedì scorso, durante il Consiglio comunale, il sindaco di Cura Carpignano, Germano Randazzo, ha preso in mano la questione: il Comune si farà carico della rimozione dei rifiuti a proprie spese e poi riceverà un rimborso dalla Provincia, che è l’ente gestore e proprietario delle strade provinciali. A Cura Carpignano il tema è molto sentito. La strada provinciale 71 è una viuzza a senso unico che fiancheggia il ristorante “I 3 Puc” e si immette nei campi, in direzione di Roncaro o Lardirago. Cumuli di spazzatura in questo tratto sono molto frequenti. «Abito a Cura Carpignano da sette anni ed è sempre stato così –si lamenta Marco Barbieri, 35 anni – Una discarica a cielo aperto che si ripresenta ciclicamente in quella zona. Sui social un sacco di gente se ne lamenta, sono anche state fatte segnalazioni ma sembra che nulla sia stato fatto finora». E aggiunge: «L’altro giorno, per evitare di andarci sopra in macchina, sono stato costretto a tornare indietro in retromarcia per diversi metri. E non è stata la prima volta». Luigi, anziano residente di Roncaro, passa a fianco alla piramide di immondizia in bicicletta e scuote la testa: «È una vergogna – dice – Settimana scorsa qualcuno ha pure dato fuoco a questo ammasso e sono dovuti intervenire i pompieri per spegnere il piccolo incendio». Ma di chi è la colpa? «E chi lo sa: forse di imprese edili che da Milano vengono qui a scaricare gli scarti, forse di cascine che vogliono liberarsi del materiale in esubero senza passare dalla discarica». Quel che è che certo, spiega il sindaco Randazzo, «è che i responsabili sono degli incivili, persone che se ne fregano del bene comune». Il primo cittadino di Cura Carpignano ha intestato alla sua amministrazione le spese di pulizia, che verranno poi rimborsate dalla Provincia: la soluzione è stata definita con una convenzione biennale approvata martedì dall’aula consiliare. Funziona così: la Provincia, ricevuta una segnalazione da parte del Comune o di cittadini, avvia la procedura inviando al municipio la richiesta di trasmissione del preventivo di spesa per lo smaltimento dei rifiuti abbandonati. Entro 5 giorni il preventivo viene approvato ed entro i 7 giorni successivi il Comune chiede l'intervento ad Asm. Passi in avanti sono stati anche fatti per impedire che il fenomeno si ripresenti: «Abbiamo informato le guardie ecologiche – aggiunge Randazzo – affinché si attivino con apposite metodologie per contrastare l’abbandono di rifiuti in quella zona. Penso, ad esempio, all’introduzione di fototrappole».Ha collaborato Gianluca Stroppa