Faraglioni, Marina Piccola, il paradiso del versante orientale dell’isola assaltato ogni giorni da centinaia di imbarcazioni piccole grandi. Da gommoni e natanti a mega yacht, da barche privati ai charter tutti hanno un solo obiettivo: guadagnare un pochino di spazio allo Scoglio delle Sirene per poter toccare terra, sbarcare, consentire agli ospiti di visitare i luoghi più belli dell’isola o frequentare gli stabilimenti più esclusivi. Sulla regolamentazione di questi sbarchi ieri la consigliera comunale con delega alla Risorsa Mare, Vanessa Ruocco, ha spiegato a Il Mattino che è stato approvato dall’amministrazione comunale un regolamento con cui si autorizza l’accosto allo scoglio di una imbarcazione ogni 12 minuti. Per chi non conosce la zona diciamo che gli spazi sono ridottissimi, ebbene il regolamento illustrato dalla Consigliera ha innescato una nuova grande polemica sull’isola.
La polemica Il consigliere comunale di opposizione, Roberto Russo, difensore ad oltranza di Capri isola esclusiva, ha immediatamente preso carta e penna. «L’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e ordine è certamente condivisibile. Tuttavia, ritengo che il dibattito debba affrontare anche un altro problema, forse ancora più importante, che rischia di compromettere definitivamente la qualità dell’accoglienza dell’isola. Lo Scoglio delle Sirene - continua Roberto Russo - non può essere trasformato nel terminal di sbarco delle imbarcazioni charter provenienti dall’intero Golfo di Napoli e dal Golfo di Salerno». I numeri dimostrano che il sistema presenta criticità evidenti. Se, come dichiarato dalla consigliere Ruocco del gruppo di maggioranza, ad ogni imbarcazione vengono concessi 12 minuti complessivi per effettuare le operazioni di sbarco e il successivo disimpegno dell’approdo, significa che nello stesso molo possono operare non più di cinque imbarcazioni ogni ora. Eppure, ogni giorno arrivano nella baia di Marina Piccola, oltre 60-70 imbarcazioni charter, numero che di fatto raddoppia se si considerano anche le successive operazioni di reimbarco.Lo Scoglio delle Sirene «Ma vi è un ulteriore elemento che rende il sistema ancora più congestionato. Lo Scoglio delle Sirene non è utilizzato esclusivamente dai charter. Lo stesso approdo rappresenta infatti il punto di imbarco e sbarco dei tender degli yacht privati ancorati nella baia di Marina Piccola e delle imbarcazioni che accompagnano quotidianamente gli ospiti diretti ai più rinomati beach club della baia di Marina Piccola. I flussi si concentrano sul medesimo molo. È quindi inevitabile che gli slot disponibili si esauriscano rapidamente, costringendo i tender degli yacht ad attese che, nei momenti di maggiore affluenza, superano anche un’ora prima di poter sbarcare i propri ospiti».. «Questa non è efficienza - incalza Russo - è il segnale evidente di un sistema ormai arrivato al limite delle proprie capacità». Ed ecco emergere in tutta evidenza il nodo di sempre: «Ancora una volta si continua a privilegiare la quantità a discapito della qualità». Russo avverte che Capri, non ha costruito la propria fama internazionale sul turismo di massa. L’ha costruita sull’eleganza, sull’esclusività, sull’efficienza dei servizi.. Per Russo «trasformare lo Scoglio delle Sirene in un punto di transito continuo di centinaia di passeggeri al giorno significa snaturare completamente questa identità. . Per Russo Capri merita una visione diversa: meno improvvisazione, più programmazione; meno ricerca dei grandi numeri e più tutela della qualità, del prestigio e dell’identità che hanno reso l’isola famosa nel mondo.






