Lotta all’ovetourism e virata deciso verso una protezione più sostenuta del patrimonio di biodiversità che circonda l’isola, fatalmente minacciato nel recente passato dalla pesca di frodo e, soprattutto, dall’assalto del diportismo selvaggio. Arriva il semaforo verde per l’area marina protetta di Capri: nei giorni scorsi a Roma, al Ministero dell’Ambiente, è stata raggiunta una storica intesa tra Ispra e i due Comuni coinvolti, Capri e Anacapri.
Smussati gli angoli che nei mesi scorsi avevano causato qualche polemica in un territorio dove gli equilibri economici dovranno convivere con l’inderogabile necessità di tutelare l’ambiente. Tra i nodi che erano rimasti irrisolti, gli iconici Faraglioni: non saranno zona A di tutela integrale, ma zona B, con speciali vincoli. Chi vorrà potrà arrivare agli scogli più celebri d’Italia a nuoto a con barca a remi. Per l’accelerazione di un iter che era già stato avviato negli anni scorsi decisivo l’attivismo di Federalberghi, con il presidente Lorenzo Coppola: “Abbiamo sempre sostenuto l’opportunità dell’istituzione dell’area marina protetta, convinti della necessità di alzare l’asticella di un turismo sempre più attento alla natura, che lungo le nostre coste mostra un patrimonio straordinario che, come tale, va tutelato – dice – Siamo convinti che si possa raggiungere un equilibrio che non leda i legittimi interessi di chi vive di pesca o di turismo”.







