"Il ristorante chiuderà definitivamente il 28 luglio 2026". Due righe sulla bio Instagram apparse domenica 26 luglio e si conclude così l'avventura di "Arso", l'osteria-vineria che Tommaso Tonioni aveva aperto a Orvieto poco più di un anno fa, il 12 giugno del 2025. Il motivo della decisione comunicata a sorpresa a solo 48 ore dalla chiusura viene spiegato nel post sotto la grande scritta "Arso chiude.". Con tanto di punto finale. "C'è stato un tempo in cui fare le cose bene, con calma, rispettando la terra e chi lavora, era solo il modo naturale di cucinare – si legge -. Oggi in questo momento della ristorazione, è diventato un equilibrio sempre più difficile da reggere. Arso chiude il 28 luglio. Lo diciamo con la stessa semplicità con cui è nato tutto".
E l'equilibrio spezzato di cui parla lo chef romano 37enne, che si definisce "gastronomo zootecnico" e che ha voluto lanciare la sua sfida di una cucina totale di carne e di fuoco, si concentra in questa frase: "Non abbiamo 'Voluto solo' vendere, abbiamo raccontato". Sottolineando così il fatto che la ricerca di una formula personale condita e "ardente" di cura e attenzione per il prodotto spesso si scontra con la concretezza della cassa. Come dire: qualsiasi proposta anche di qualità deve fare i conti. letteralmente, con la risposta della clientela in un dato contesto che non sempre è pronto o convinto a darla. Il luogo, lo scenario, in alcuni casi anche se non sempre (ci sono insegne in posti sperduti che hanno successo) fa la differenza.











