ADRIA - Si spegne un pezzo di storia a Bottrighe: chiude l'osteria Pivaro. Dopo 128 anni di onorata attività, oggi chiude i battenti l'antica osteria della comunità della sinistra Po, conosciuta anche come "Cao d'sota". Un addio che segna la fine di un'era per l'intero paese, che da ben cinque generazioni ha visto questo locale come punto di riferimento e cuore pulsante della vita della realtà rivierasca.

«L'osteria, nata nel lontano 1897 per volere di Filomena Pavanello e del marito, il barcaiolo Carlo Pivaro, - spiega Roberto Marangoni, cultore di storia locale - ha attraversato guerre, alluvioni e cambiamenti sociali, restando sempre saldamente nelle mani della stessa famiglia».

«Un vero e proprio record, testimone di una tradizione tramandata con passione e dedizione. L'ultimo saluto va ai gestori, Mariagrazia e Galliano, che per anni hanno portato avanti l'eredità di famiglia. L'auspicio della comunità è che una nuova luce possa riaccendere presto l'insegna di questo luogo storico».

Nei primi tre anni, alla fine dell'Ottocento, il locale di proprietà di Pavanello era stato aperto in un edificio posto a distanza di un isolato dall'attuale.

Con la scomparsa del marito e con il denaro ricavato dall'assicurazione delle sue tre barche, la donna acquistò un locale di otto stanze che ancora oggi ospita l'antico esercizio. «Nel locale, tipica osteria - prosegue Marangoni - si vendevano anche coloniali, sali e tabacchi ed era denominato "La stradina". Nel 1923 subentrò Teresa, figlia nubile dei coniugi Pivaro. Con la sua scomparsa, correva il 1946, la gestione venne affidata al fratello Costante, sposato con Vittorina Schibuola. La stessa ne assumerà la titolarità nel 1967 con la morte del marito».