MOTTA DI LIVENZA (TREVISO) - Il 31 dicembre si abbasserà per l'ultima volta la serranda del ristorante Disarò, storico locale nel cuore di Motta, di fronte al ponte sulla Livenzetta. Con la chiusura delle cucine si conclude così una storia lunga 105 anni, iniziata nel 1920 con Francesco Disarò e la moglie Eleonora Chiorboli, arrivati dalla provincia di Rovigo, precisamente da Anguillara, e capaci di trasformare in poco tempo quel ristorante in uno dei punti di riferimento più amati del paese.

La gestione passò poi al figlio Pietro Disarò, affiancato dalla moglie Maria Girotto, ancora oggi ricordata come una straordinaria cuoca. È in quegli anni che fu rilanciata la celebre "Sàpa coàda alla mottense", la tradizionale preparazione diventata nel tempo simbolo dell'identità gastronomica locale, servita ancora oggi con la stessa cura e autenticità delle origini.

Successivamente subentra Francesco, attuale proprietario, insieme alla moglie Paola Zoppelli, che ha raggiunto il traguardo di cinquant'anni di lavoro dietro ai fornelli. Accanto a loro, da sempre, la figlia Chiara, impegnata professionalmente a Venezia ma sempre pronta ad aiutare la famiglia nei momenti di maggiore lavoro, come accaduto anche a Natale, quando il ristorante era ancora una volta gremito.