"La visita di oggi alla Casa circondariale di Borgo San Nicola, a Lecce, è iniziata con un'immagine che non riesco a togliermi dalla mente: una madre detenuta con il suo bambino di dieci mesi tra le braccia. Un bambino di dieci mesi dovrebbe imparare a camminare, scoprire il mondo, crescere circondato dagli affetti, non conoscere, come primo orizzonte della propria vita, le mura di un istituto penitenziario".

“Quell'immagine, però, non racconta soltanto una storia personale, racconta una responsabilità collettiva. Perché ci sono bambini che trascorrono i primi anni della loro vita all'interno di un istituto penitenziario senza aver commesso alcun reato e il modo in cui una società protegge i più piccoli racconta la qualità della sua democrazia". Lo dichiara Georgia Tramacere, eurodeputata del Pd.

"L'Italia - prosegue - aveva individuato una strada con la legge 62 del 2011 introducendo strumenti per limitare il più possibile la permanenza dei bambini nel circuito penitenziario ma la realtà dimostra che vi sono ancora casi in cui madri e figli restano ospitati negli istituti, segno di un sistema che non è ancora riuscito a rendere pienamente effettive le alternative previste dall'ordinamento". L'esponente dem sottolinea inoltre che il "tema dei bambini non può essere affrontato separatamente da quello delle condizioni complessive del sistema penitenziario" e dal "sovraffollamento".