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La fragile tregua che per oltre quattro anni ha regnato nello Yemen tra la coalizione militare a guida saudita e la milizia Houthi, sostenuta dall'Iran, non poteva reggere agli scossoni cui è sottoposta la regione. I negoziati per un accordo di pace duraturo si erano arenati e gli Houthi erano sempre più frustrati. I funzionari sauditi, da parte loro, erano distratti da altre crisi e speravano che la situazione di stallo si protraesse ancora per un po'. In questo contesto esplosivo, la guerra tra Stati Uniti e Iran è stata come una scintilla in un barile di benzina.

Nelle ultime settimane, il conflitto tra Houthi e Arabia Saudita è rapidamente degenerato in una guerra su vasta scala, anche se Riad mostra scarso interesse per un nuovo scontro dopo che la precedente campagna di bombardamenti si è trasformata in un pantano decennale che ha prosciugato le finanze del regno, danneggiato la sua reputazione e contribuito alla morte di centinaia di migliaia di yemeniti a causa di violenza, fame e malattie. Secondo funzionari e diplomatici che hanno avuto a che fare con la milizia e che sono stati citati dal New York Times, gli Houthi, temprati dalla guerra, sembrano credere di avere poco da perdere e molto da guadagnare dall'intensificarsi del confronto con l'Arabia Saudita. Agiscono per aiutare il loro principale alleato, l'Iran, ma anche per costringere il regno e la comunità internazionale a fare concessioni politiche.