"Dirupo" è un nome che richiama immediatamente un'immagine precisa: quella delle colline scoscese del Valdobbiadene Docg, dove Andreola coltiva le proprie vigne fin dal 1984. Non è un caso che la stessa idea compaia nel claim che accompagna l'azienda da oltre dieci anni, "Eroico in Valdobbiadene": tra i due esiste un rapporto diretto, quasi di causa ed effetto. Dirupo nasce infatti dalle vigne a maggiore pendenza di proprietà della cantina, quelle dove il lavoro manuale resta l'unica strada percorribile e dove, nei tratti più estremi, il trasporto dell'uva in vendemmia richiede ancora l'utilizzo delle carrucole. È un'etichetta che porta con sé, fin dal nome, l'idea su cui si fonda l'intera produzione Andreola: la vite governata dalla mano dell'uomo, in un territorio che nel 2019 è stato riconosciuto Patrimonio Mondiale dell'Unesco.

Se la gamma dei vini si è progressivamente ampliata, arrivando a comprendere sette etichette della Rive Line e, più di recente, i prodotti della linea Vigneti delle Dolomiti, nati da un vigneto di 9 ettari acquisito nel 2017 a Sedico, nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, Dirupo resta il punto di partenza da cui quella filosofia si irradia. È l'etichetta con cui la maggior parte del pubblico incontra per la prima volta lo stile Andreola, ed è per questo che la cantina la considera un vero manifesto: nel bicchiere restituisce l'intensità aromatica e l'equilibrio che caratterizzano tutta la produzione, dal Valdobbiadene Docg di ingresso fino alle Rive più identitarie e al Cartizze.