Dagli esordi, nel 1924, con il fondatore cavaliere Alessandro Bidoli, al figlio Giobatta (appassionato innovatore), a oggi con Arrigo, enologo, la sorella Margherita, e ora anche la giovane nipote Elena. È il percorso di questa azienda a dimora a Rive d’Arcano, una manciata di chilometri da San Daniele del Friuli, che dal 2002 rappresenta una cantina innovativa, pregevole esempio di recupero di archeologia industriale; è infatti ospitata nelle più antiche fornaci del Friuli Venezia Giulia, risalenti al 1890, ristrutturate secondo i principi della bioedilizia. E sono state conservate le parti più caratteristiche come il camino, i tunnel della barricaia e parte degli uffici.

La famiglia Bidoli non possiede vigneti, ma da sempre, seleziona, di anno in anno, le migliori uve da contadini di fiducia, secondo una strada percorsa in passato da tanti produttori. Nel terzo millennio, è Arrigo a compiere questa attività, occupandosi personalmente della scelta delle uve, dei tempi di vendemmia, e di tutti i processi di trasformazione e analisi delle uve fino alla bottiglia. L’areale è il cuore della Doc Friuli Grave, caratterizzato da terreni di pianura su suoli ghiaiosi e sassosi, trasportati dal fiume Tagliamento; il microclima risente favorevolmente della protezione delle montagne dalle correnti fredde e dalla presenza costante delle brezze marine del mare Adriatico.