L’azienda di Scomigo della famiglia Francavilla ha lavorato molto sul recupero del Colfondo, stile storico del territorio tornato negli ultimi anni al centro dell’interesse. E il Su Alto, rifermentato in bottiglia grazie al mosto conservato dall’ultima vendemmia, ne rappresenta il simbolo. E poi c’è il Matiù, una lettura del Prosecco orientata più sulla precisione che sull’immediatezza

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Due vini per raccontare un modo preciso di interpretare il Conegliano Valdobbiadene. L’Antica Quercia, azienda di Scomigo di Conegliano, punta su Su Alto, Colfondo che negli anni è diventato l’etichetta simbolo della cantina, e su Matiù, Conegliano Valdobbiadene Superiore DOCG Rive di Scomigo che rappresenta invece la sua interpretazione più classica della denominazione. Due vini diversi, accomunati da una stessa filosofia produttiva: tempi lunghi, interventi ridotti in cantina e attenzione al carattere delle uve.La cantina sorge nel cuore delle colline di Conegliano e Valdobbiadene, riconosciute Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2019. L’azienda dispone di 30 ettari in corpo unico, dei quali 20 vitati, mentre il resto è occupato da boschi, oliveti e frutteti. La famiglia Francavilla ne è proprietaria dal 2001, ma l’attuale impostazione prende forma nel 2015 con l’ingresso di Claudio Francavilla, che avvia un lavoro di revisione dell’immagine aziendale e concentra gran parte della ricerca sul recupero del Colfondo, stile storico del territorio tornato negli ultimi anni al centro dell’interesse di produttori e appassionati. Oggi L’Antica Quercia è certificata biologica e sta completando il percorso di conversione alla biodinamica, sviluppando un modello agricolo fondato sulla biodiversità e sull’equilibrio tra vigneti, bosco e altre colture.Il vino che meglio sintetizza questo percorso è Su Alto, nato con la vendemmia 2015. Proviene dalle vigne collocate sui pendii morenici dell’azienda e rifermenta in bottiglia grazie al mosto conservato dall’ultima vendemmia. Il nome richiama una consuetudine delle prime annate, quando le bottiglie venivano trasferite ai piedi del Monte Civetta per un affinamento in quota durante l’estate. Oggi continua a uscire sul mercato soltanto dopo un lungo periodo di maturazione, scelta che punta a valorizzarne la complessità e la capacità evolutiva. La produzione è limitata a circa 15 mila bottiglie annue.Il secondo punto di riferimento della gamma è Matiù, Conegliano Valdobbiadene Superiore DOCG Rive di Scomigo. Nasce prevalentemente dalle uve del versante orientale della collina, presenta un residuo zuccherino contenuto, circa 4 grammi per litro, e viene lasciato affinare a lungo prima della commercializzazione. Con una produzione di circa 45 mila bottiglie rappresenta la principale cuvée aziendale e propone una lettura del Prosecco Superiore orientata più alla precisione e alla riconoscibilità territoriale che alla ricerca dell’immediatezza.