L'ex parlamentare M5s parla chiaro e tondo di «russofobia» sulla candidatura a Ct azzurro tramontata dell'ex centrocampista. L'attacco a politici e giornali italiani: «Picierno? Imbarazzante»
È tutta una questione di razzismo quella della panchina della Nazionale sfumata per Andrea Pirlo. Ne è convinto Alessandro Di Battista, che parla chiaro e tondo di «russofobia» dopo che le polemiche per i rubli incassati dall’ex centrocampista come testimonial di una piattaforme di scommesse russa hanno fatto tramontare la sua candidatura da Ct azzurro. Nella sua newsletter, l’ex parlamentare M5s parla senza mezzi termini di un caso «semplicemente osceno». E aggiunge: «Sapete tutto questo come si chiama? Russofobia!». La domanda che pone è: se Pirlo avesse avuto un contratto con un marchio israeliano invece che russo, secondo Di Battista, la vicenda non avrebbe fatto lo stesso rumore.
Di Battista e il paragone con Israele: «Perché i politici italiani sono ipocriti»
Il cuore dell’attacco di Di Battista riguarda quello che definisce un doppio standard nel dibattito pubblico italiano. Nella newsletter, l’ex grillino sostiene che chi oggi si scandalizza per i legami di Pirlo con Fonbet sia lo stesso che non ha mai chiesto sanzioni contro Israele, accusato da Di Battista di azioni contro la popolazione civile palestinese, né ha mai criticato la presenza di cittadini israeliani in vacanza in Italia dopo il conflitto. Allo stesso modo, aggiunge, nessuno ha mai sollevato obiezioni sull’apertura delle competizioni sportive alle squadre israeliane. Per questo parla di «ipocrisia dei politici europei e dei media italiani», con l’eccezione di pochi casi, dice il collaboratore del Fatto quotidiano. Nel mirino finisce in particolare Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e tra le prime voci a esprimersi contro un possibile incarico di Pirlo: secondo Di Battista, passare da commenti calcistici a giudizi politici sui rapporti russi dell’allenatore sarebbe a dir poco imbarazzante.












