Ma davvero il «cervello» del centrocampo juventino e azzurro Andrea Pirlo pensa che il problema della non opportunità della sua nomina a C.t. della nazionale sia solo il suo rapporto con un russo? Eppure così pare, a leggere il suo sfogo dopo esser stato liquidato: «La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche è esclusivamente di natura commerciale e sportiva, attribuirle un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non m’appartengono».

Domanda: prima di firmare il lussuoso contratto con la Fonbet e farsi fotografare raggiante mentre ostentava il marchio della società, il bresciano aveva fatto una breve ricerca su Google o ChatGPT per vedere chi è il suo generoso datore di lavoro? Davvero gli pare «normale» un rapporto «esclusivamente di natura commerciale e sportiva» con un potentissimo gruppo dai contorni non cristallini e legato al gioco d’azzardo e alle scommesse al punto che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (sia pure in grave ritardo) lo ha inserito nella black list, oscurando tutti i domini Fonbet.com, Fonbet.info e Fonbetpoker.com?

Riassumiamo: l’azzardo in Italia ha già ingoiato dal 2023 al 2025 oltre 470 miliardi di euro più un’altra novantina (45 solo nel primo trimestre, scrive Avvenire) per l’anno in corso, col progressivo crollo delle entrate erariali rispetto alla montagna di soldi giocati (crollo confermato da Carlo Cottarelli e dall’Osservatorio Conti Pubblici della Cattolica) dal 19,4% nel 2006 al 6,9% nel 2025. E il mondo del calcio è stato talmente allagato dal «bet» che delle 20 squadre iscritte all’ultimo campionato solo due (il Bologna, che però si è appena adeguato all’andazzo) e la Cremonese poi retrocessa, erano rimaste pudicamente alla larga. Col parallelo aumento di problemi sanitari creati dalla ludopatia (sui quali non c’è più un rapporto serio dal 2019), un crescente degrado del sistema calcistico che ha visto addirittura l’arresto di arbitri del settore giovanile, la rimozione (meglio non pensarci) di segnali d’allarme dolorosi quali il coinvolgimento di giovani di spicco come Nicolò Fagioli o Sandro Tonali. E tutti gli italiani che amano il calcio e si sentono feriti dal cedimento ai soldi perfino di campioni come Totti o Baggio avrebbero dovuto rassegnarsi ad accettare alla guida dei «nostri» azzurri uno come Pirlo convinto che le perplessità su di lui siano solo «politiche»?