di Paola Natalilunedì 27 luglio 20263' di letturaDa oltre duemila anni accompagna la storia della medicina popolare europea e ancora oggi continua a essere oggetto di studi e discussioni nella comunità scientifica. L'iperico (Hypericum perforatum), conosciuto anche come erba di San Giovanni, è una delle piante officinali più utilizzate al mondo, apprezzata per le sue proprietà ma anche osservata con estrema attenzione per le possibili interazioni con numerosi farmaci. È il simbolo di come un rimedio naturale possa esercitare un'azione farmacologica importante, tanto da richiedere lo stesso livello di prudenza riservato ai medicinali di sintesi. Il suo legame con la tradizione affonda le radici nell'antichità. Greci e Romani ne conoscevano già le virtù e la utilizzavano per favorire la cicatrizzazione delle ferite e alleviare diversi disturbi. Nel Medioevo la pianta assunse un forte valore simbolico e religioso. Poiché la sua fioritura raggiunge il massimo intorno al 24 giugno, giorno dedicato a San Giovanni Battista, veniva raccolta durante la notte del solstizio d'estate e considerata capace di allontanare gli spiriti maligni, proteggere le abitazioni e favorire la guarigione. Dai suoi fiori, lasciati macerare nell'olio d'oliva esposto al sole, nasceva il celebre olio rosso di iperico, ancora oggi utilizzato nella tradizione erboristica per lenire piccole ustioni, arrossamenti, screpolature e irritazioni della pelle.
L'erba di San Giovanni, quando non va mai presa | Libero Quotidiano.it
Da oltre duemila anni accompagna la storia della medicina popolare europea e ancora oggi continua a essere oggetto di studi e discus...






