Ci sono destini capaci di imprimersi nel paesaggio urbano fino a diventarne la linfa stessa, trasformando la pietra in memoria viva. La storia di Rouen si riflette da secoli nelle acque della Senna, ed è tra le pieghe delle sue architetture gotiche che si compie la parabola della Pulzella d’Orléans.

Quest’anno, in cui il calendario della memoria segna il 595° anniversario dalla sua tragica scomparsa, la figura di Giovanna d’Arco risuona con un’attualità che attraversa le piazze e i vicoli acciottolati della capitale normanna. Come molti sapranno già, Jeanne era una giovane contadina della Lorena che seppe guidare le armate francesi contro gli invasori inglesi durante la guerra dei cent’anni.

Ma perché il suo destino è legato a doppio filo a Rouen e alla Normandia? In questa terra, allora sotto il controllo britannico, la giovane fu condotta dopo la cattura, processata per eresia in un’articolata assemblea che ne indagò persino la verginità e infine condannata. Rouen divenne così il palcoscenico del suo martirio e, successivamente, della sua riabilitazione, trasformando la città in un luogo di memento mori e di celebrazioni a lei dedicate.

L’Historial

Il viaggio sulle sue tracce non può che iniziare dall’Historial Jeanne d’Arc. Ospitato all’interno del suggestivo Palazzo Arcivescovile, questo spazio museale offre un’esperienza sensoriale interattiva che punta a far vivere la storia. Attraverso un percorso multimediale all’avanguardia, con proiezioni, schermi touch e una toccante narrazione audiovisiva, i visitatori potranno rivivere l’atmosfera del XV secolo, assistendo idealmente anche al processo di riabilitazione del 1456.