Fornasari
Nell’anno delle celebrazioni per l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco di Assisi, riscoprire alcuni valori artistici e spirituali che appartengono al nostro territorio aiuta a riflettere sulla grandezza dei luoghi dove viviamo e al contempo anche prepararsi per gli eventi culturali, che ci attendono nell’immediato futuro autunnale. Primo tra tutti deve essere ricordata la grande mostra internazionale che, dal titolo "L’immagine di San Francesco - Dal Medioevo al Novecento", curata da Cristina Acidini, promossa dal Comune di Arezzo, già durante il mandato di Alessandro Ghinelli e ora confermata dal neo sindaco Marcello Comanducci, dalla Fondazione CR Firenze con la Fondazione Guido d’Arezzo e in collaborazione con la Diocesi (catalogo Mandragora), aprirà i battenti il 4 ottobre, data dedicata a San Francesco,- nominato patrono d’Italia il 18 giugno del 1939, - e da quest’anno 2026 rintrodotta nel calendario civile come festa nazionale. Quest’ultima fu abolita nel 1977. Il 4 ottobre è il giorno immediatamente successivo alla morte del santo, avvenuta la sera del 3 ottobre del 1226.
Nel calendario liturgico il 4 ottobre corrisponde al suo dies natalis, il giorno della nascita alla vita celeste. Il legame tra l’evento del 4 ottobre 2026 e il territorio è uno degli aspetti "carichi di significato" del percorso espositivo. Oltre a molti capolavori provenienti da musei nazionali e internazionali, nonché da siti francescani particolarmente importanti, la mostra vuole esaltare anche i momenti salienti della vita del santo, tenendo conto che l’episodio centrale, quello delle Stigmate, è avvenuto alla Verna nel 1224. Nell’iconografia e nel pensiero cultuale francescano nodo centrale da sempre è il concetto di San Francesco come alter Christus, conferendo a tale proposito un’importanza enorme al Monte della Verna, luogo amato dal santo, che ha attraversato le nostre vallate e ha frequentato anche la città di Arezzo, da dove, come è noto, ha cacciato i diavoli.







