Proseguono le indagini sugli scontri avvenuti sabato pomeriggio nell'area del cantiere della Tav in Val di Susa. Nelle ultime ore la polizia di Stato, nell'ambito dell'attività investigativa coordinata dalla Procura di Torino, ha fermato quattro cittadini stranieri ritenuti vicini all'area antagonista e, secondo le prime informazioni, riconducibili al cosiddetto Blocco Nero.
Le indagini Sono oltre 800 le persone identificate dalla Polizia nei controlli in corso dalle prime ore di stamattina a Venaus, in Val di Susa, al termine del Festival Alta Felicità organizzato dal movimento No Tav. Le attività, rende noto la Questura, sono finalizzate all'identificazione di tutti coloro che hanno partecipato al campeggio allestito in occasione della manifestazione. Nella giornata di domenica 26 luglio erano già state identificate altre 436 persone. Le indagini sugli assalti ai cantieri, coordinate dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, ipotizzano il reato di devastazione. Le posizioni dei quattro fermati sono ancora al vaglio degli inquirenti, che stanno ricostruendo le responsabilità individuali negli episodi di violenza verificatisi durante la manifestazione. Al momento non sono state rese note le accuse contestate a ciascuno. L'inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Torino Giovanni Bombardieri, procede attualmente con l'ipotesi di reato di devastazione. Gli investigatori, tuttavia, non escludono che, con il proseguire degli accertamenti, possano essere contestati ulteriori reati nei confronti dei singoli indagati, sulla base delle condotte che emergeranno dalle verifiche e dall'analisi del materiale raccolto.











