27 Luglio 2026 – Lettura: 1 minuto
Le loro posizioni sono al vaglio degli inquirenti e al momento non si conoscono le accuse. Sul posto per un sopralluogo il capo della Polizia Pisani, la premier Meloni e il ministro dell’Interno Piantedosi.
Quattro antagonisti di nazionalità straniera, probabilmente appartenenti al cosiddetto Blocco Nero, sono stati fermati dalle forze dell’ordine nell’ambito delle violenze avvenute sabato 25 luglio 2026 ai cantieri della Tav in Val di Susa. Le loro posizioni sono al vaglio degli inquirenti e al momento non si conoscono le accuse. Le indagini sull’accaduto, coordinate dalla procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, ipotizzano al momento il reato di devastazione, ma non si esclude che ai singoli possano essere contestati successivamente anche altri reati. Il capo della polizia, Vittorio Pisani, è arrivato lunedì mattina in Val di Susa insieme al questore di Torino, Massimo Gambino, e al prefetto, Donato Cafagna. Faranno insieme un sopralluogo sul posto con anche la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.










