La manifestazione No Tav svolta sabato 25 luglio in Val di Susa non è stata soltanto una giornata di protesta. Per gli investigatori rappresenta l’inizio di una nuova fase di indagine, destinata a chiarire se gli assalti ai cantieri della Torino-Lione siano stati frutto di un’escalation spontanea o di un’azione organizzata in anticipo. Nelle ultime ore la Squadra Mobile della Questura di Torino ha fermato quattro protagonisti degli scontri di nazionalità straniera ritenuti dagli investigatori probabilmente appartenenti al cosiddetto Blocco Nero. Le loro posizioni sono ora sotto analisi dalla Procura e, al momento, non sono state rese note le specifiche contestazioni individuali. Sarebbero invece oltre 800 le persone identificate durante i controlli di questa mattina, lunedì 27 luglio.Il fascicolo, coordinato dal procuratore di Torino Giovanni Bombardieri, ipotizza il reato di devastazione, una delle più gravi fattispecie previste dal codice penale italiano per episodi di violenza collettiva. Gli inquirenti, non escludono che con il progredire delle indagini e l’analisi del materiale raccolto possano essere contestati ulteriori reati ai singoli indagati. L’attenzione degli investigatori si concentra soprattutto sulla presenza di gruppi organizzati che avrebbero guidato gli assalti di Chiomonte e San Didero. I quattro fermati rappresentano il primo sviluppo concreto dell’indagine, inoltre, gli inquirenti stanno esaminando le immagini provenienti da droni e telecamere di videosorveglianza, bodycam degli agenti e video diffusi sui social. L’obiettivo è ricostruire l’intera catena degli eventi, individuare gli autori materiali delle violenze e verificare se ci sia stata una pianificazione preventiva delle azioni più aggressive da parte di questi gruppi. Gli investigatori stanno inoltre approfondendo il collegamento tra gruppi antagonisti italiani e militanti stranieri. Il capo della polizia Vittorio Pisani si è recato in Val di Susa per un sopralluogo nei cantieri teatro degli scontri con lui il questore di Torino Massimo Gambino e il prefetto Donato Cafagna.
No Tav, quattro fermi e oltre 800 identificati dopo gli scontri in Val di Susa. Meloni: “Violenza organizzata e premeditata”
Meloni e Piantedosi visitano il cantiere Tav e denunciano un’“internazionale della violenza”. La Procura indaga per devastazione











