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Gli antagonisti - vestiti di nero, con caschi e maschere antigas - hanno assaltato il cantiere dell'Alta Velocità, lanciando pietre, bulloni, razzi e bombe carta contro la polizia, che ha sparato lacrimogeni

Guerriglia in Val di Susa, in provincia di Torino, dove centinaia di attivisti No Tav hanno assaltato il cantiere di Chiomonte lanciando pietre, bulloni, razzi e bombe carta contro le forze dell'ordine. Gli agenti, in risposta, hanno sparato lacrimogeni per tentare di allontanare gli antagonisti. Secondo un primo bilancio, i feriti tra le forze dell'ordine sono circa 60. Quattro le camionette date alle fiamme. Dura la condanna della premier Giorgia Meloni: "È un attacco allo Stato, ma non ci piegherà". Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per esprimere solidarietà alle forze dell'ordine.

La marcia verso i cantieri della devastazione, come erano stati denominati dagli organizzatori, era partita nel primo pomeriggio di sabato 25 luglio da Venaus, piccolo Comune della città metropolitana di Torino. Secondo gli stessi organizzatori, i partecipanti al corteo sono stati circa 20mila.

Il cantiere della Torino-Lione a Chiomonte in Val di Susa è stato attaccato su vari fronti da alcune centinaia di antagonisti. Sono state lanciate bombe carta e pietre, mentre le forze dell'ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti. Un gruppo di un centinaio di travisati è stato bloccato dalla polizia tra due rivi, mentre un altro gruppo più numeroso è stato fermato a Bruzolo, tra San Didero e Bussoleno, per impedire che arrivasse a ridosso del cantiere.