Sono stati 3.516 i protesti iscritti nel registro informatico delle Camere di Commercio in Liguria nel 2024 per pagamenti dilazionati nel tempo non saldati, esclusivamente cambiali insolute e nessun assegno non pagato, pari a un valore monetario complessivo di un milione e 219 mila euro. I mancati pagamenti formalmente certificati nella regione sono complessivamente in calo dell'8,4% rispetto al 2023. La Liguria insieme a Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia e provincia autonoma di Bolzano è una delle poche regioni italiane dove non si registrano assegni protestati. È quanto rileva l'Istat nell'ultimo rapporto sull'andamento dei protesti in Italia.
In Liguria nel 2024 i protesti hanno coinvolto 1.144 persone giuridiche pari al 32,5%, 2.282 persone fisiche pari al 64,9% e 90 non attribuibili. L'importo medio è stato pari a 735 euro per persona protestata e a 1.740 euro per impresa protestata, entrambi i dati sono più bassi nella classifica delle regioni a livello nazionale.
Nel corso dell'anno sono state 89.356 le cambiali emesse in Liguria pari a un tasso di 59 ogni mille abitanti in calo del 47,3% rispetto alle 169.461 del 2013. Sono stati 1.907.756 gli assegni emessi in calo del 75,5% rispetto ai 7.798.992 del 2013.






